Editoriale ·
Tesi, Antitesi, sintesi.
“La fenomenologia dello spirito è la storia romanzata della coscienza che via via si riconosce come spirito.” – (Georg Wilhelm Friedrich Hegel) Nel 1807, il filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel, rappresentante dell’idealismo tedesco e certamente uno dei pensatori più importanti della storia occidentale, pubblica una delle opere più complesse della storia filosofica: “ La Fenomenologia dello spirito”. In maniera estremamente sintetica, il filosofo ripercorre il cammino dello Spirito (alias coscienza) “attraverso erramenti, contrasti e quindi infelicità e dolore”, il quale “esce dalla sua individualità e si riconosce come ragione che è realtà e realtà che è ragione”. Si tratta di un cammino che in forza di un processo dialettico porta alla realizzazione di sé nell’autocoscienza: il cosiddetto processo di tesi, antitesi e sintesi.
Prendendo spunto dalla magnificenza dell’opera, non si può non realizzare un parallelismo con la quotidianità sociale e quel processo continuo di coscienza ed autocoscienza che contraddistingue il mondo sociale, politico e sindacale.
L’attività sindacale, così come la coscienza Hegeliana, ha affrontato un processo dialettico che l’ha portata ad un cambiamento epocale se si ragiona in termini storici, riconoscendo così la propria essenza democratica. Dal 1944, l’unità costituiva elemento imprescindibile, con il controllo da parte dei partiti politici del fronte sindacale. La dissoluzione di questa unità all’interno dell’unico sindacato, la Confederazione Generale Italiana del Lavoro, si sviluppa a seguito del mutato clima internazionale; dapprima il Piano Marshall e poi il congresso unitario della CGIL nel 1947, alimentarono un profondo dibattito sia sullo strumento dello sciopero ma, soprattutto sull’ingerenza politica. Non solo: si pensi all’attentato a Palmiro Togliatti che conseguentemente portò a scioperi e numerosi tentativi insurrezionali. Dalla costola della CGIL, su una forte pressione vaticana, nasce dapprima l’ACLI, poi Giulio Pastore (primo segretario nazionale della futura CISL) abbandona la CGIL per fondare LCGIL. Il 4 Giugno del 1949 repubblicani e socialdemocratici lasciano la CGIL per fondare FIL. Nel biennio 1949-1950 escono dalla CGIL i socialisti, mentre dalla FIL escono esponenti contrari al sodalizio con i cattolici. Questi ultimi due gruppi fondano il 5 Marzo 1950 la UIL. Il primo Maggio 1950 il sodalizio LCGIL e gli esponenti uscenti dalla FIL fondano la CISL.
La storia del mondo sindacale, così come la coscienza Hegeliana, ci mostra un percorso che parte da una base (l’unitarietà), si sviluppa attraverso una dialettica che porta alla diversità (antitesi) per arrivare ipoteticamente e platonicamente parlando ad una sintesi. Ecco la sintesi che il mondo sindacale oggi deve ricercare è “l’unitarietà di obiettivi concreti”. Ed è nelle parole di Giulio Pastore che questa sintesi trova un fondamento realizzabile: “Qualunque sia la vita dura, qualunque siano le sofferenze oggi, qualunque siano le difficoltà, amici, l’impegno è battersi.”
Tesi, antitesi, sintesi.