Editoriale ·
La pulzella d’Orleans
La storia della nostra Repubblica passa anche attraverso una data fondamentale: 1 febbraio 1945 entra in vigore il decreto legislativo luogotenenziale numero 23, ovvero estensione alle donne del diritto di voto. Da quella data sono stati numerosissimi i passi fatti per raggiungere la cosiddetta parità. Gli strumenti normativi sono certamente un’ancora di speranza per combattere alcuni fenomeni, d’altra parte però non bastano a modificare il senso comune ed il retaggio che permane soprattutto all’interno di alcune popolazioni. È per questo motivo che bisogna realizzare una rivoluzione Copernicana dei valori all’interno della nostra società civile; tale rivoluzione passa inevitabilmente dall’analisi di chi ci ha preceduti al fine di eliminare una cultura del disagio violento e della discriminazione. Per fare ciò, lo studio della storia e la conoscenza dei personaggi che l’hanno scritta, ci permettono di prelevare modelli dai quali è possibile apprendere un processo valoriale finalizzato all’abolizione di barriere ideologiche.
Uno degli esempi più clamorosi fu Jeanne D’Arc, più comunemente conosciuta come Giovanna D’Arco, rappresentante ed emblema del coraggio femminile in un periodo storico ove la donna era relegata ad una mera funzione familiare. Si tratta di un discusso personaggio che ha fatto la storia della Francia nel 400 D.C., periodo che gli storici identificano con il Medioevo.
Sin dalla tenera età, Giovanna d’Arco si mostrò al mondo per l’attenzione ai più bisognosi, un’attenzione che si realizzava con la cura degli indigenti e dei meno fortunati, una donna dotata di valori ferrei votati al prossimo. Tali valori le hanno permesso di guidare (senza non poche difficoltà) le armate francesi nella riconquista di territori persi durante la guerra dei Cent’anni contro l’Inghilterra. La “Pulzella”, così definita da Voltaire, in un poema del 1730 mai terminato, dimostrò alla società del tempo che anche una fanciulla di tenera età potesse rivestire ruoli determinanti per lo sviluppo della Nazione. La sua personalità integerrima, la portò a raggiungere grandi traguardi superando diverse prove affidategli dal monarca del tempo. Ebbe la capacità di riorganizzare un esercito ormai allo sbando attraverso principi e valori ormai persi, portando la Francia ad ottenere vittorie insperate. Le gesta della “Pulzella” fecero eco in tutta Europa e probabilmente anche per il suo essere donna fu processata e condotta al rogo da una società che non poteva tollerare una donna come eroina. Giovanna D’Arco mai abiurò i propri principi e per tale motivo il tribunale dell’Inquisizione alla tenera età di 19 anni la condannò a morte.
L’evoluzione della odierna società e le ideologie che si sono create nel novero dello sviluppo post-bellico, hanno portato con sé strascichi di una filosofia patriarcale caratterizzata da retaggi e questioni annose mai superate. I recenti fatti di cronaca e le iniziative che si susseguono quotidianamente, portano i più a riflettere sulla natura del fenomeno che troppo spesso finisce in prima pagina sui quotidiani nazionali ed internazionali.
Il tema che si vuole affrontare costituisce un elemento negativo della società odierna visto il complesso momento geopolitico, soprattutto se alle ormai vetuste differenziazioni tra uomo e donna si aggiunge la violenza. Nello specifico quella di genere, costituisce un problema che riguarda tutte quelle forme di violenza che spaziano dal femminicidio, allo stupro, lo stalking e ogni atto persecutorio che riguarda tutte quelle persone che vengono discriminate in base al sesso. La violenza riguarda anche e soprattutto il mancato sviluppo di alcune culture; invero oggigiorno il problema riguarda principalmente il genere femminile ma non bisogna affatto dimenticare anche l’altro sesso.
La storia di Giovanna D’arco insegna il valore del coraggio, dell’altruismo e della caparbietà nel dimostrare che la donna così come l’uomo può ogni cosa. Tanto è vero che la “Pulzella” è oggi eroe nazionale nonché canonizzata dalla chiesa nel 1922 come Santa patrona della Francia. Tale modello valoriale costituisce l’essenza del cammino di ogni singolo individuo. La lotta contro ogni tipo di discriminazione e di violenza passa inevitabilmente attraverso una riscoperta del prossimo e nell’educazione al rispetto ma soprattutto nel coraggio di portare avanti i valori tipici dell’eguaglianza sancita dalla nostra Costituzione.