Editoriale ·
Elogio della sicurezza.
John Ruskin, pittore e scrittore britannico vissuto nella Londra dell’800 così si esprimeva in merito al concetto di sicurezza, trovando metaforicamente la casa come il luogo ideale per identificare lo stato di tranquillità sicuro da ogni turbamento.
Queste parole oggi fanno riflettere e danno uno spunto per interrogarci sul concetto della sicurezza moderna soprattutto alla luce del nervosismo geopolitico che sta dilagando.
La sicurezza nasce e si sviluppa intorno alla creazione delle prime società, dove gli uomini
barattavano la propria libertà per un briciolo di tranquillità. Oggi la dicotomia libertà–sicurezza, in termini avventuristici, si deve leggere in senso più ampio, valutando un percorso valoriale frutto di avvicendamenti socio-politici ed accadimenti storici. È l’etimologia latina della parola che già fornisce una spiegazione completa: sine cura, senza preoccupazione. Si tratta perciò di un bisogno primario (o necessità che dir si voglia) che viene collocato da Maslow all’interno della sua piramide quasi a fondamento di ogni esigenza umana. Questo tema è antico e si intreccia nel corso dei secoli con lo sviluppo della politica e la nascita dello Stato.
Stato quindi che rappresenta “la vera natura della casa; il luogo della pace; il rifugio non soltanto dal torto, ma anche da ogni paura, dubbio e discordia.”
La sfida più ardua che oggi viviamo è il recupero del valore democratico, quel valore che disciplina e concede allo stesso tempo. Si tratta di quel valore che è il motore del dialogo sindacale e che negli anni ha combattuto e combatte per il pieno raggiungimento della sicurezza degli uomini prima che dei lavoratori.
Lo sviluppo delle nuove generazioni sociali deve essere improntato al rispetto del dialogo finalizzato alla tutela del singolo e della collettività; al recupero del valore sicurezza come obiettivo primordiale rivolto verso il futuro.
Thomas Hobbes a proposito di sicurezza afferma nel celeberrimo Leviatano: “Se si è fatto un patto allora romperlo è ingiusto e la definizione di ingiustizia non è altro che l’inadempienza di un atto. È tutto ciò che non è ingiusto, è giusto.”
La guerra Russia–Ucraina, il conflitto tra Israele e Palestina ci lasciano molti interrogativi che portano a discostarci dal concetto di sicurezza, anche in relazione agli attentati ed agli accadimenti che minano le moderne democrazie.
Il patto è stato disciolto e la sicurezza di tutti è venuta meno.
É necessario abituarsi a pensare sicuri, elogiare la sicurezza come strumento per combattere rischi e soprattutto pericoli; strumento per combattere chi mina la pace e la tranquillità di tutti. Sicurezza non
vuole dire barattare la propria libertà ma limitare il libero arbitrio di chi non ne fa buon uso.
Il mondo ha bisogno di sicurezza.