Editoriale ·
Umiltà
All’interno delle relazioni lavorative, l’umiltà ha un ruolo fondamentale, ovvero quella capacità di abbattere barriere gerarchiche favorendo di fatto il rispetto. Il dialogo, rispettoso delle diverse posizioni ricoperte, è fondamentale per costruire un clima di serenità nell’ambiente, fiducia verso i collaboratori che sono lo strumento per raggiungere i risultati. Il premio Nobel per la pace Mahatma Gandhi diceva: “l’umiltà non è sottomissione, ma l’assenza di arroganza”.
Molto spesso il successo ed il potere camminano di pari passo e tuttavia il saper riconoscere i propri limiti è fondamentale per diventare leader nell’ambiente lavorativo. Un manager, un dirigente, o meglio un buon manager o un buon dirigente, è colui il quale sa ascoltare (e non sentire), colui il quale valorizza indipendentemente dalla posizione ricoperta l’opinione di tutti. L’attività sindacale è pervasa dal concetto di umiltà, fondamentale nell’attività di negoziazione con il datore di lavoro. In questo senso, le parti dovrebbero riconoscersi reciprocamente quali attori che esprimono richieste e rimostranze in maniera seria e con determinazione, senza però cadere nell’arroganza. L’umiltà diventa perciò la fune che collega esigenze contrapposte, ma che porta a soluzioni condivise. Chi ricopre posizioni di vertice ha il dovere di non considerarsi superiore, ma anzi dovrebbe considerarsi servitore del bene comune.
“Vuoi essere un grande? Comincia con l’essere piccolo. Vuoi erigere un edificio che arrivi fino al cielo? Costruisci prima le fondamenta dell’umiltà.” (Sant’Agostino)
Un ambiente lavorativo sano si costruisce sull’equilibrio ed il riconoscimento dei singoli ruoli; riconoscimento che non significa magnanimità assoluta, ma piuttosto valorizzazione dell’attività svolta e determinazione condivisa nelle scelte per il bene comune. Quando si parla di umiltà non bisogna incappare nell’errore di identificare il termine con la debolezza. Essere umili significa essere coraggiosi in una società che continua ad innalzare il proprio ego a discapito di chi ci sta accanto; a discapito di chi ci permette di innalzarci attraverso il suo lavoro. Essere umili significa anche essere profondi conoscitori della propria essenza, perché non si può conoscere tutto ed oggi c’è bisogno di confronto anche con chi riteniamo di non essere al nostro “livello culturale”. È innegabile allora che il concetto di umiltà sia importante anche per la crescita professionale, ma soprattutto personale, d’altronde l’umiltà è consapevolezza dei propri limiti; chi riconosce i propri errori ed ascolta chi gli sta a fianco, impara e contribuisce alla cementificazione di rapporti sani e duraturi, che seppur formali permettono il successo di qualsiasi organizzazione, compresa quella lavorativa.
L’umiltà è un valore prestigioso ed appartiene ai coraggiosi, l’arroganza e la saccenteria appartengono invece a chi vuole indossare una maschera per coprire i propri difetti.