Editoriale ·

Tempo libero

Copertina dell’editoriale «Tempo libero»

Il concetto del tempo libero riveste un ruolo determinante e fondamentale nella moderna società. In relazione a questo tema c’è la necessità di capire, comprendere ed affrontare, quella porzione di tempo non dedicata al lavoro. Sì, porzione di tempo non dedicata al lavoro, perché ormai è molto più il tempo dedicato alle attività lavorative rispetto a quello dedicato al tempo libero. Eppure, già nell’antica Grecia il concetto di tempo libero era fondamentale in relazione soprattutto all’accrescimento delle cosiddette arti libere; “schole” rappresentava non solo il tempo libero, ma soprattutto il luogo nel quale si praticavano tutte quelle attività artistiche che educavano alla libertà di pensiero, ovvero allo sviluppo psicofisico. Nel corso dei secoli e a partire dall’umanesimo, si esaltava il concetto di “otium”; Erasmo da Rotterdam, filosofo e figura di spicco dell’umanesimo rinascimentale, identificava “l’otium” come quella condizione ideale per la realizzazione dell’uomo. Tra le sue opere maggiori spicca certamente “l’Elogio della follia”, nel quale il filosofo schernisce la frenesia della società del tempo, esaltando invece il filosofo che si ritirava a vita privata per ricercare la sapienza. Per il filosofo Erasmo da Rotterdam era necessario distinguere tra otium e negotium, ove per quest’ultimo concetto veniva identificata l’attività lavorativa ed in generale gli affari della vita quotidiana. Il negotium era perciò visto come quell’attività fonte di distrazione, ansia e preoccupazione, mentre l’otium un mezzo per raggiungere una vita piena e significativa. Ma qual è il valore del tempo libero oggi?

Si tratta di un bene prezioso, un bene che si pone in controcorrente in relazione allo scorrere della quotidianità; momento di crescita personale rispetto all’ampliamento dei propri orizzonti culturali, fondamentale per rafforzare le relazioni sociali ed i legami familiari; necessario per eliminare stress ed ansia correlate all’attività lavorativa. Sotto questo aspetto se si riflette in maniera approfondita, la retribuzione rappresenta il corrispettivo relativo al sacrificio del tempo libero. In parole povere l’attività lavorativa rappresenta il tempo sottratto alla libertà in ogni sua sfaccettatura.

“Il tempo libero non lo si guadagna rimanendo senza lavoro. Tempo libero vuol dire tempo libero privo di ansietà. Qualsiasi tempo libero non assolutamente ossessionato dalla preoccupazione può diventare un mezzo di vita migliore.” Ezra Pound

Secondo Ezra Pound, non basta essere liberi dall’attività lavorativa per poter godere del pieno riposo, ma bisogna essere privi di ansia e preoccupazione, poiché altrimenti verrebbe meno la funzione di rigenerazione. La riflessione proposta dal saggista italo-statunitense è molto importante se letta in chiave moderna; questo perché molto spesso, la maggior parte dei lavoratori, investe la propria sfera privata dei problemi legati all’attività lavorativa. Questo trascinare all’interno della propria sfera più intima ansia e preoccupazione, non fa altro che determinare una situazione di negatività riflettente. Ciò che vuole portare alla luce Ezra Pound è perciò la qualità del tempo libero che è inversamente proporzionale alla presenza di pensieri lavorativi.

La riflessione allora è d’obbligo: siamo sicuri di avere uno spazio autentico di libertà dall’attività lavorativa?