Editoriale ·

Successo

Copertina dell’editoriale «Successo»

Dal latino successus che propriamente significa avvenimento, buon esito, ma cos’è il successo?
“Lasciare il mondo un po’ meglio di come lo si è trovato”. Ralph Waldo Emerson, scrittore e filosofo del trascendentalismo, è stato una delle figure più influenti del pensiero americano. Secondo lo scrittore il concetto di successo non può essere banalizzato, ma deve essere analizzato sotto un aspetto più profondo. Ecco allora che il successo si allontana dalla definizione superficiale di ricchezza, fama o potere; bisogna identificarlo come contributo, ovvero un atto di miglioramento di ciò che ci circonda. Certo l’idea proposta è sicuramente anticonvenzionale, quasi utopia, ma forse necessaria all’interno di una società che ha perso molti valori.

La convinzione che ormai regna sovrana è quella di rincorrere il denaro ed aumentare il proprio status sociale. Il successo però, molto spesso, porta a vite vuote, prive di affetti veri e sinceri per pura ambizione personale. Allora perché non condividerlo? Albert Schweitzer, medico e filantropo diceva: “la felicità è l’unica cosa che si moltiplica quando la si condivide”. Il successo segue proprio questa logica: non cresce accumulando ricchezze, ma cresce diffondendolo. Ogni gesto seppur piccolo può essere un contributo per migliorare il mondo. È questa la vera chiave del successo! Il sindacato, in questi termini è collante che genera successo, condivisione che moltiplica benessere. Lavorare con dedizione contribuisce al bene collettivo, portando al successo della società. Nella visione comune, il sindacato si limita alla negoziazione del salario, ma è molto di più; il sindacato costituisce un catalizzatore di successo, promuovendo un cambiamento culturale finalizzato alla giustizia sociale. La domanda che ci si pone allora è: come può portare al successo il sindacato? Lo fa attraverso una contrattazione che mira al raggiungimento di un salario adeguato alle esigenze del periodo storico, alla tutela sui luoghi di lavoro, al recepimento delle istanze dei lavoratori. Il successo si concretizza quando tutto ciò viene realizzato. Ecco che allora non solo il lavoro trova giovamento, ma soprattutto la vita personale che è il vero fulcro dello scorrere del tempo. A volte si pensa che il lavoro sia la parte fondamentale della vita di ogni essere umano, ma il paradosso è il seguente: lavorare per vivere, o vivere per lavorare? La consapevolezza di rispondere a questa domanda rispecchia il modo di essere di ogni persona. Non c’è una risposta univoca, tutt’altro! Bisogna interpretare le esigenze e la crescita dell’individuo in ogni contesto sociale. C’è però un comune denominatore rispetto a questo quesito: il lavoro. La via per il successo può essere molteplice, ma quello più grande è la realizzazione dell’io nel contesto familiare, trovando stabilità e serenità. Qualsivoglia conquista deve essere condivisione e non elitarismo, sforzo verso la crescita di chi ci sta accanto.

Il Dalai Lama diceva: “La nostra esistenza è dipendente dagli altri e il nostro successo personale è intrecciato con il benessere della comunità“. Abbiamo allora una visione del successo che non si identifica con un traguardo, ma piuttosto con un percorso nel quale si deve cercare di migliorare ciò che ci circonda attraverso le risorse che possediamo.