Editoriale ·
Solitudine
La depressione è un’epidemia di portata mondiale. Personalmente credo che la maggior parte delle depressioni abbiano le sue radici nella solitudine, ma la comunità medica preferisce parlare di depressione piuttosto che di solitudine. È più facile liberarci del problema dando una diagnosi e una scatola di farmaci. Perché se cominciassimo a parlare di solitudine, sapremmo, per certo, che non ci sono farmaci. Non c’è industria medica che tenga, basta l’amore umano.” (Patch Adams)
Patch Adams, medico e attivista statunitense, sale alle luci della ribalta con la fondazione del “Gesundheit! Institute” e viene riconosciuto come il fondatore della cosiddetta clownterapia (la terapia del sorriso); si tratta di un approccio medico particolare con il quale diversi volontari cercano di far riscoprire il senso dell’umorismo ad ammalati ed orfani; una terapia che combatte la solitudine del malato e che allontana pensieri negativi.
Questa figura e la sua “intuizione” portano ad alcune riflessioni che oggi sono d’obbligo. La nostra società corre ad una velocità “Boltiana” senza preoccuparsi a volte di ciò che accade attorno. Ognuno di noi quotidianamente è investito da numerose “problematiche” che non ci permettono di soffermarci sull’essenzialità delle cose. Il lavoro, lo studio, gli obiettivi e le pressioni che ne derivano, spostano la nostra attenzione da alcuni disagi che diventano oscuri ai nostri occhi. Molto spesso eventi suicidari sconvolgono le nostre vite lasciandoci di stucco, eppure tali eventi sono accompagnati da alcuni atteggiamenti che in alcune circostanze non vengono percepiti. Tale problema, oggi si presenta con veemenza all’interno di ogni comparto lavorativo ma negli ultimi anni il fenomeno si è purtroppo ingrandito all’interno delle forze dell’ordine; lo stress a cui ogni operatore viene sottoposto costantemente è molto alto, frutto di un delicato lavoro al servizio delle istituzioni e dei singoli cittadini; a questo si deve aggiungere tutto ciò che circonda la vita di un uomo o una donna quando si spoglia della divisa. Se ci soffermiamo su uno degli aspetti preliminari del fenomeno, come ad esempio la salute mentale, ci rendiamo conto dell’ignoranza che aleggia nella nostra società. Quando si parla di salute mentale, o meglio quando si prova a parlare di salute mentale, bisogna fare i conti con un bigottismo lapalissiano. Gli atleti e le figure di spicco del mondo odierno curano tanto l’aspetto fisico quanto quello mentale, a dimostrazione dell’importanza che riveste l’attenzione di questo aspetto. Il benessere emotivo costituisce un elemento determinante nella vita di ogni singolo, ecco perché non bisogna vivere nell’indifferenza, ma bisogna agire con andamento empatico cercando di capire chi si ha di fronte. Seneca ci ha insegnato che la solitudine è la condizione essenziale per la cosiddetta introspezione: attenzione però a non confonderne l’accezione positiva con quello che è l’aspetto negativo del termine. Non bisogna aver paura di farsi aiutare; sentirsi soli non deve essere un ostacolo insormontabile, bisogna avere fiducia del prossimo. Solo con il dialogo qualsiasi tipo di problema può essere risolto.
“E’ necessario essere in grado di alternare il saper stare da soli e lo stare con gli altri: quando siamo da soli sentiremo il desiderio di stare con gli altri e quando saremo con gli altri sentiremo il desiderio di stare con noi stessi.” (Seneca)
Solo quando riusciremo a combattere l’ignoranza di una società basata sui cardini del super uomo nietzschiano (dal tedesco Ubermensch) forse riusciremo a ridurre questi eventi estremi. L’uomo è tale anche grazie alle proprie fragilità che non devono essere considerate in maniera negativa, al contrario costituiscono un elemento caratteristico che nasconde l’essenza della diversità rispetto al mondo animale. L’educazione delle nuove generazioni deve essere improntata all’empatia, all’ascolto ed al rispetto del prossimo. La società deve curare il male dell’egoismo per affogare la solitudine.
“L’essere clown è solo un espediente per avvicinare gli altri, perché sono convinto che se non cambiamo l’attuale potere del denaro e della prevaricazione sugli altri, non ci sono speranze di sopravvivenza per la nostra specie” (Patch Adams)
Solitudine.