Editoriale ·
Origini
“Il sindacato deve essere strumento di elevazione e liberazione del lavoratore, e non un apparato di potere”. (Giulio Pastore)
La nascita di ogni formazione sociale ha sempre una motivazione. Il sindacato nasce attraverso il consenso, l’impegno e la dedizione all’altruismo; ma non è tutto, perché quando si parla di sindacato si parla di uno strumento (inteso quale mezzo per raggiungere e difendere) di elevazione del lavoratore. Elevazione che in altri termini deve essere identificata nell’emancipazione, ovvero un protagonismo attivo del singolo lavoratore. Solo così si realizza un sistema lavorativo serio, funzionale e funzionante. C’è bisogno allora di consapevolezza, quella consapevolezza che permetta un cambiamento radicato nella struttura; ci si vuole riferire alla collaborazione che ciascun lavoratore deve alla propria organizzazione. L’iscrizione al singolo sindacato non è una mera questione di numeri, ma piuttosto forza dialogante. Giulio Pastore, in questo senso, concepiva il sindacato come una struttura non di tipo gerarchico; al contrario, egli intendeva il sindacato come un’organizzazione viva che si evolve e cresce attraverso la partecipazione e la collaborazione di ogni lavoratore. Ecco, in questi termini la collaborazione e la partecipazione diventano non solo diritti, ma soprattutto doveri morali.
Quando si diventa parte attiva di un’organizzazione, bisogna avere l’intelligenza di essere informati. L’informazione è la base della consapevolezza ed un lavoratore informato e consapevole può conoscere e comprendere a pieno quali sono i propri diritti ed i propri doveri. A tal proposito, diventa fondamentale la formazione quale strumento di lotta ai soprusi, perché un lavoratore consapevole non ha paura di lottare per i propri diritti. Il sindacato, attraverso il dialogo costruisce un rapporto privilegiato con i propri iscritti e perciò non deve distanziarsi ed essere visto come un’entità a sé stante, elitaria e non inclusiva. Giulio Pastore immaginava il sindacato come la casa familiare, nella quale ciascun lavoratore poteva arrogarsi il diritto di esprimere il proprio pensiero, contribuendo alla crescita della famiglia.
Ciò che si vuole dimostrare è che il sindacato non è un mero organo di rappresentanza, ma si tratta di un vero e proprio strumento di cambiamento sociale: l’attività di ogni iscritto è fondamentale per portare avanti una politica di tutela dei diritti che promuova un’azione univoca. Attraverso il sindacato, i lavoratori hanno la possibilità di unire il proprio pensiero permettendo un rafforzamento dinanzi alle strutture sovraordinate. Il collettivo garantisce il rispetto della sicurezza, della dignità e della tutela del lavoratore in toto. Ciò di cui abbiamo bisogno però, è un ritorno alle origini, almeno in tema di espressione valoriale e recupero di idee futuristiche e “futuribili”. Il percorso affrontato dal sindacato in ormai decenni di storia ha, forse, lasciato per strada alcuni pilastri che oggi serve recuperare. Le origini sono il fondamento di un’espressione che deve essere rispettata in termini di costruzione; si tratta di un baluardo della democrazia, uno strumento indispensabile per la società tutta. Recuperare le origini e affrontare i problemi con la “verve” che ha contraddistinto l’azione sindacale delle origini, quella pura, compatta, univoca, dialogante e democratica. Coinvolgere ogni singolo affinché la consapevolezza e l’informazione facciano da padroni una società che ha smarrito (forse) le proprie origini. Giulio Pastore, fondatore e primo segretario della CISL, ha dato una visione, distinguendosi nel dopoguerra per un approccio innovativo: contrattazione collettiva e collaborazione con le istituzioni. Una visione innovativa e democratica, nella quale il coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte lavorative è necessario.
Abbiamo bisogno di recuperare le origini per capire da dove veniamo, chi siamo e cosa saremo. Solo così si può rafforzare il senso di appartenenza: conoscere il passato per arricchire il presente; informare il presente per costruire il futuro.