Editoriale ·
Idee, ideologie, ideali.
Le idee sono un punto di partenza: ciò che la nostra immaginazione sostanzialmente utilizza per rispondere ad un bisogno. Ma da dove deriva il termine idea?
L’etimologia della parola trova le radici nel greco antico ἰδέα, che propriamente significa aspetto, forma, apparenza. Ci troviamo quindi in una dimensione che non è percettiva, ma è prettamente mentale; l’idea risiede nel pensiero, in quella dimensione intima che non è accessibile a nessun essere vivente. Sotto questa chiave di lettura, le idee costituiscono un potere sconfinato; tutto ciò che l’uomo realizza proviene da un’idea. Ecco, quindi, che da una dimensione inaccessibile si passa ad una pragmatica, reale. È con le idee che si costruisce la realtà. Ma come possiamo interpretare la realtà con l’utilizzo delle idee?
La risposta la si rinviene all’interno di un altro termine: le ideologie. Esse ci danno un modo strutturato per interpretare ciò che ci circonda, la realtà fenomenica. Si tratta di concezioni, dogmi (per lo più politici e religiosi) e strumenti tesi ad indirizzare il pensiero di una comunità. Bisogna però tenere a mente che le ideologie non sono univoche e tanto meno prettamente benevole, possono infatti sfociare in processi visionari che arrecano problematiche innumerevoli. La testimonianza storica di quanto appena affermato la si rinviene nelle ideologie naziste che, per esempio, hanno portato il mondo nell’oscurità più totale. Questo perché la struttura interpretativa della società si basava su idee spregevoli che confluirono in un’imposizione ideologica. Hannah Arendt nel suo celeberrimo libro “la banalità del male”, affronta il tema delle ideologie totalitarie affermando la manipolazione della realtà, la distorsione della verità e soprattutto la creazione di un pensiero basato su menzogne collettive in un clima di terrore. Questo ci dimostra il potere nefasto delle idee che, però, non deve essere interpretato sempre in maniera negativa; in questa accezione bisogna analizzare il significato di ideale.
L’ideale è ciò che ci spinge a realizzare una società migliore, si tratta del perseguimento di fini che generalmente sono positivi (anche in questo caso però non bisogna fare di tutta l’erba un fascio e distinguere la nobiltà degli idealisti). È certo che gli ideali sono un fine da perseguire, ma molto spesso incontrano strade e percorsi difficoltosi.
La storia come abbiamo visto in precedenza è sempre “magistra vitae” ed è per questo che quando parliamo di ideali non si può non citare Paolo Borsellino:
“È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.”
È questa l’espressione più pura dell’ideale, il perseguimento di una società migliore.
Coltivare idee è il modo più proficuo per realizzare ideologie, ma è con lo spirito degli ideali che si può cambiare la negatività che ci circonda. La società ha bisogno di riscoprire il valore di idee, ideologie e ideali che muovono l’agire comune con lo spirito tipico dell’ambizione.