Editoriale ·
"Pesi e contrappesi"
“Il potere tende a corrompere, il potere assoluto corrompe assolutamente” [Lord Acton]
L’architettura istituzionale prospettata dai nostri padri costituenti è probabilmente la risposta più concreta ad una delle verità politiche più forti della democrazia moderna. La Costituzione del 1948 si fonda su un’impalcatura retta dall’equilibrio della separazione dei poteri.
“Checks and balance” – letteralmente pesi e contrappesi, è questo il cardine sul quale si basa il funzionamento di uno Stato che abbia le caratteristiche democratiche. Il potere legislativo è nelle mani del Parlamento, organo eletto dai cittadini, il potere esecutivo nelle mani del governo ed il potere giudiziario nelle mani della Magistratura. I singoli poteri sono indipendenti, ma tra di loro connessi attraverso un controllo reciproco che serve a mantenere in piedi la struttura. Si tratta nella realtà di un meccanismo che permette il pieno sviluppo delle garanzie di libertà, poiché non permette l’accentramento del potere e di conseguenza la formazione di potere assoluto.
Fatta questa breve premessa, bisogna precisare che il sistema democratico non vive di sole istituzioni formali, ma si nutre principalmente di quegli organismi , che seppur non incardinati all’interno delle strutture dello Stato, sono fondamentali per condizionare positivamente l’equilibrio di un paese. Pensiamo al sindacato e soprattutto a quello che è il ruolo svolto da quest’ultimo; stiamo parlando di un interlocutore che è sintesi di rappresentanza e partecipazione, vera e propria forza sociale.
È la stessa Corte Costituzionale a ribadire il valore del sindacato quale espressione della libertà associativa, strumento imprescindibile per il riconoscimento e l’effettiva applicazione dei diritti sociali che la Costituzione riconosce e garantisce. Spesso scomodo, poiché rivelatore di errori disapplicativi, ma essenziale nella costruzione di un equilibrio democratico nelle dinamiche delle istituzioni formali. Il sindacato è voce, ma nei momenti di stasi, di cambiamento e di evoluzione è bussola democratica per chi perde la via.
Quando quel sistema di pesi e contrappesi non rimane in equilibrio, il sindacato interviene per ricordare a tutti, ciò che la carta costituzionale garantisce. È in questo modo che il sindacato è parte integrante dei sistemi democratici moderni; non è solo un’entità astrusa, ma una componente essenziale, viva, necessaria per la costruzione della vita sociale. Solo attraverso il sindacato si sviluppa la dialettica democratica istituzionale; senza si genererebbe un assolo da parte di chi detiene il potere.
È con questo ruolo, attento, propositivo e soprattutto radicato nei valori della democrazia che il sindacato diventa strumento per soppesare ed evitare che quel sistema di pesi e contrappesi penda solo ed esclusivamente da una sola parte.