Editoriale ·

Una invisibile realtà

Copertina dell’editoriale «Una invisibile realtà»

Oggi in Italia sono oltre 3,5 milioni le persone che affrontano ogni giorno numerose sfide, una realtà che spesso non è visibile agli occhi di tutti. I progressi compiuti sono certamente notevoli e tuttavia la strada delle pari opportunità è ancora molto difficoltosa da percorrere. Gli anni ’90 sono sicuramente una fonte inesauribile in materia di diritti ed inclusione, basti pensare all’avvento della legge 104/1992, che costituisce una pietra miliare nel campo legislativo, in virtù delle innovazioni apportate: riconoscimento della disabilità, diritto all’istruzione, superamento delle barriere architettoniche, inserimento nel mondo lavorativo, tutela della salute e supporto per le famiglie sia in termini economici, sia in termini di congedo dall’attività lavorativa. Oggi a distanza di anni il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza costituisce una grande occasione per portare avanti il processo inclusivo iniziato negli anni ‘90. Questo strumento ha previsto investimenti importanti soprattutto in seno all’abbattimento delle barriere architettoniche e alla digitalizzazione dei servizi. In questo trentennio che va dal 1992 ai giorni nostri, sono sorte numerose criticità (anche se è importante ricordare i passi positivi fatti nella direzione inclusiva). Analizzando alcuni dati messi a disposizione dall’ISTAT in relazione al tema, emerge una correlazione preoccupante: dicotomia disabilità-povertà. Questo dato è allarmante ed il motivo è piuttosto “semplice”, le persone con disabilità sono molto più esposte al rischio di povertà. Questo è dovuto prettamente ai costi della vita che sono molti più alti in relazione dell’approvvigionamento di tutti quegli strumenti che permettono l’inclusione. Le famiglie che sono dedite all’assistenza si devono fare carico di numerose spese extra rispetto a ciò che viene gratuitamente fornito. I sacrifici che quotidianamente vengono affrontati da queste famiglie sono esosi, sia in termini economici, ma anche fisici e psicologici. Ma c’è di più: non bastano le difficoltà menzionate, poiché molto spesso la nostra società realizza anche fenomeni discriminatori. Ecco perché è importante e soprattutto necessario, un impegno sinergico tra istituzioni, enti locali e cittadini. Bisogna valorizzare la cultura dell’inclusione abbattendo il muro del pregiudizio. C’è la necessita di riconoscere una società che coltivi il valore della diversità, quale inestimabile opportunità di crescita. Tutto ciò passa dal riconoscimento di diritti non solo come dovere morale, ma soprattutto giuridico, al fine di colmare la miopia sociale dinanzi al problema. Oggi non si devono superare solo le barriere architettoniche, oggi si devono superare le barriere mentali che ostacolano la vita di chi ha una disabilità. Si tratta di una sfida ardua, difficile: cambiare mentalità è un processo complesso che deve però essere un obiettivo determinante per realizzare una società equa ed inclusiva. Gli strumenti sono vari e sicuramente le campagne di sensibilizzazione e di informazione costituiscono un elemento fattivo, anche in virtù della velocità con la quale si realizzano contenuti. In questo senso i social (che hanno un potere sconfinato) potrebbero costituire un modo “sano” per fare informazione ed eliminare differenze e discriminazioni attraverso un linguaggio che rispetti la dignità e l’autonomia delle persone affette da disabilità. Bisogna valorizzare le capacità e i successi di persone straordinarie che rendono semplice, normale, ciò in realtà è difficoltoso e tremendamente difficile.

Ci sono persone così speciali che hanno la capacità di trasformare il mondo anche semplicemente con il pensiero, anime straordinarie in corpi fragili. Persone come Stephen Hawking che hanno dato un contributo senza precedenti all’umanità. Affetto da SLA all’età di 21 anni, ha sfidato le aspettative di vita rendendo comprensibile la cosmologia a chi di cosmologia non aveva mai sentito parlare. Ha innovato la fisica con idee straordinarie, ma soprattutto ha dato dimostrazione che la fragilità non è debolezza.

“La disabilità non è un ostacolo alla felicità, ma un’occasione per crescere e imparare. Ogni giorno è un dono prezioso, e ogni sfida è un’opportunità per dimostrare la nostra forza e la nostra resilienza. Non lasciamo che la disabilità ci definisca, ma usiamola come trampolino di lancio per raggiungere i nostri sogni e realizzare il nostro potenziale.” – Stephen Hawking –