Editoriale ·

La tua Itaca

Copertina dell’editoriale «La tua Itaca»

“Incolperà l’uom dunque sempre gli dei? Quando a se stesso i mali a noi dà carico e la stoltezza sua chiama destino”.

L’uomo è padrone del proprio destino.

Le parole citate solcano l’anima del tempo, Omero, 800 anni prima della nascita di Cristo, scrive un’opera quasi allegorica ma, dotata di una modernità senza paragoni: l’Odissea. Il viaggio compiuto da Ulisse rappresenta l’allegoria dell’esistenza ma soprattutto la ricerca e l’esigenza della scoperta. Il viaggio, lungo e pieno di peripezie rappresenta simbolicamente la ricerca di sé stessi. Ulisse come rappresentante del comun mortale che sopravvive alle sfide che la vita gli pone innanzi. L’opera rapportata alla moderna quotidianità pone al lettore numerose domande anche in virtù delle problematiche sociali che affliggono il quotidiano. C’è però un denominatore comune che accompagna Ulisse nelle avventure, il coraggio di affrontare i problemi che gli si pongono davanti come protagonista e fautore del proprio destino. Ulisse non è solo un personaggio ma, soprattutto un modo di essere: ossessione di partire, viaggiare, scoprire.

Spesso oggi si sente parlare della cosiddetta “fuga di cervelli”, ebbene non è solo una questione di impossibilità di scelta. È assodato che in alcune regioni europee manchino le condizioni per favorire la collocazione dei giovani nei settori dell’impiego pubblico e privato ma, talvolta è proprio necessario partire da “Itaca” per poi farvi ritorno. Sì, partire con uno zaino vuoto ma ricco di speranze, uno zaino da riempire con la cultura e la conoscenza del mondo circostante. Limitarsi a zappare il proprio “orticello” non permette di vedere oltre alle barriere che l’uomo si costruisce attorno. Barriere che di fatto creano convinzioni inamovibili. C’è bisogno di coraggio per affrontare il viaggio ma, i giovani hanno la resilienza necessaria per affrontare il cammino. È compito dell’adulta società incoraggiare le nuove generazioni ad un percorso fatto vicissitudini. Senza sacrificio il destino non si costruisce.

“Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. Sempre devi avere in mente Itaca – raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca”. Nelle parole del celeberrimo Kostantinos Kavafis, (poeta e giornalista greco dei primi anni del 900) Itaca rappresenta una meta, non solo l’approdo alle origini; non si tratta del semplice ritorno a casa, c’è molto di più.

Educare al sacrificio, significa anche rivalutare il nastro di partenza; il viaggio sarà lungo e sicuramente difficoltoso ma la tua Itaca non sarà la stessa quando ritornerai.

“Si va via per tornare”. [Dacia Maraini]

La tua Itaca.