Editoriale ·
Fake
“Chi controlla il passato controlla il futuro” – “Chi controlla il presente controlla il passato”.
La frase appena esposta è tratta dal famosissimo romanzo “1984” di George Orwell; lo scrittore ci pone, in queste poche righe, una verità a tratti inquietante. La nostra società vive costantemente interconnessa e perciò dipendente dall’informazione. La manipolazione di quest’ultima rappresenta perciò un vero e proprio strumento di potere. Tutto ciò che produce la disinformazione può essere sfruttato per realizzare l’alterazione della percezione sociale, l’alterazione della realtà percepita. Orwell ci mette in guardia allora da chi detiene il controllo del presente: oggi i mezzi di comunicazione e la sfera digitale nel complesso, possono riscrivere il passato per far emergere i propri interessi. Si tratta di una strategia che determina inevitabilmente la creazione artefatta del futuro.
La manipolazione informativa è tipica dei regimi totalitari, ove la strategia è quella di controllare e dominare la società nel suo complesso. Va detto però, che questo rischio esiste anche nelle moderne democrazie, dove invece le informazioni possono essere distorte per favorire programmi politici ed economici. Il problema che qui si vuole affrontare non è solo la gestione delle informazioni, ma anche la rapidità con la quale queste vengono veicolate.
Le informazioni oggi, attraverso lo strumento informatico vengono amplificate ad una platea di milioni di persone a tempo zero. Il controllo dell’informazione passa inevitabilmente dal contrasto delle fake news: bisogna verificare le informazioni. Per fare questo è necessario promuovere una cultura della “media literacy” che permetta la verifica delle fonti. Le fake news, in un contesto sociale nel quale si corre sempre, senza mai prestare troppa attenzione, costituisce un potente mezzo di destabilizzazione. Una società che non si ferma all’apparenza ricercando il significato di ciò che gli viene prospettato, sarà più consapevole nelle scelte decisionali, siano esse politiche, economiche o sociali. Le parole di Orwell rappresentano allora un monito a difesa della verità. Verità che oggi è continuamente in pericolo di fronte a chi utilizza indebitamente ogni strumento comunicativo.
A tal riguardo, le fake news sono espressione della più classica menzogna, la quale distorce la mente e la incatena ad una schiavitù intellettuale. È necessario allora adoperarsi per capire il vero dal falso riappropriandosi dell’attenzione al significato che scarseggia in ogni ambito della nostra società. Non basta il controllo degli organi preposti alla sicurezza delle infrastrutture critiche (servizio indispensabile per la comunità intera), ma coltivare una cultura digitale è fondamentale per non incappare nei meandri del controllo.
La libertà passa dalla verità e l’uomo libero è colui il quale è consapevole di ciò che percepisce.