Editoriale ·
Difesa
Furore, opera di John Steinbeck, è un romanzo che descrive la logica del profitto, una spietata corsa al guadagno. Ma c’è di più, questo romanzo ritrae la lotta per la sopravvivenza di uomini e donne. La difesa assume perciò un ruolo determinante, quale scudo per proteggere tutto ciò che è stato con sacrificio conquistato.
La trama si basa sulla storia della famiglia Joad, che è costretta a lasciare l’Oklahoma per raggiungere la California e cercare una speranza. Il lavoro come faro ed obiettivo da perseguire, una speranza che ben presto si trasforma in un calvario sprezzante per la vita umana. John Steinbeck induce il lettore a capire come la difesa dei diritti sia un atto di sopravvivenza collettiva più che un gesto di solidarietà.
L’attività sindacale diventa allora un simbolo contro l’oppressione, ove l’assenza di una protezione adeguata, viene compensata dall’unione dei più per erigere uno scudo contro chi tenta di scalfire ciò che è stato conquistato. Emerge quello che è il concetto di difesa, che diventa così un atto coraggioso, ma soprattutto un atto di continuità, costanza e perseveranza nella tutela di ciò che negli anni è diventato diritto.
Nel romanzo i personaggi ci invitano a riflettere su quanto sia importante il valore del lavoro e della dignità, elementi imprescindibili per la costruzione di una società equa, giusta e solidale; una società che si sviluppi senza oppressioni nei confronti del più debole. Il romanzo non è il simbolo del pessimismo Leopardiano, ma piuttosto incita all’organizzazione dei lavoratori per la costruzione di un mondo lavorativo migliore. Nella visione di Steinbeck la difesa assume il ruolo di apertura verso il prossimo, ovvero quell’atto con il quale si riconosce il concetto di solidarietà.
Leggendo attentamente il romanzo ci si rende conto di quanto attuali siano alcune tematiche che tra le altre cose ci toccano sempre più spesso da vicino. La difesa è antagonista dell’indifferenza, ma soprattutto della logica tipica del profitto: l’individualismo.
Per comprendere a pieno il messaggio che lo scrittore ci vuole dare bisogna allora capire che la difesa non è solo un diritto, ma anche un dovere. Si tratta di una responsabilità che diventa senso civico, manifesto di una battaglia culturale prima che ideologica.
Steinbeck scrive nel suo romanzo: “Se sei in difficoltà o hai bisogno, vai dai poveri. Solo loro ti aiuteranno, solo loro”. Questa frase racchiude il cuore della solidarietà: la difesa non è mai un gesto isolato, ma il risultato di una forza collettiva, capace di opporsi alle ingiustizie e di costruire un futuro migliore.